Beatrice Zuffi
Psicologa
Insieme ai miei pazienti costruisco percorsi che, a partire dalla comprensione della propria vicenda personale, possano portare a liberarsi da condizioni di malessere, da situazioni di blocco emotivo o dai circoli viziosi in cui a volte si chiude l’esistenza delle persone.
Il fine è aiutare e sostenere le persone nell’affrontare eventi traumatici, situazioni di disagio psichico, di stress, nonché di confrontarsi con quelle inquietudini non ben definite che danno la sensazione di trovarsi in un periodo di crisi.
Il rapporto terapeutico è fondato sul dialogo e sui significati nascosti e rivelatori dei discorsi, che emergono durante le sedute nella loro relazione con vicende, pensieri, sentimenti e sogni.
L’analisi del vissuto presente e passato del paziente consente di trovare un senso che orienti la sua vita verso prospettive che escano da quelle che sembrano difficoltà insormontabili e aprano a un futuro di maggior benessere.

Perché non ricevo online
Considero la presenza di due corpi, quello del paziente e quello del terapeuta, nella stessa stanza un elemento imprescindibile per svolgere il mio lavoro di psicologa.
Perché in genere non ricevo persone minorenni
Ho scelto di lavorare con persone maggiorenni, perché penso che, nel caso di un minore in difficoltà, sia preferibile intervenire sulla situazione in modo indiretto, ossia riflettendo sulle dinamiche familiari con una delle figure genitoriali.
Ho potuto verificare come agire per questa via possa avere ricadute significative su entrambe le parti.
Inoltre, ritengo che ci siano alcune controindicazioni nell’intraprendere una terapia psicologica da troppo giovani: il paziente, con un’identità ancora in via di definizione, potrebbe rimanere intrappolato nel ruolo di persona da curare.
Le incertezze e le difficoltà dell’infanzia e dell’adolescenza non sono una malattia.
